3 motivi per scoprire The Walking Dead

Tra le serie televisive che in questi ultimi anni si sono guadagnate l’appellativo di “cult” vi è senza dubbio anche The Walking Dead. A breve partirà il settimo ciclo di episodi, che promette di frantumare altri record di ascolti e di confermare la serie come una tra le più viste della stagione.

La nuova stagione, così come tutte le altre, risulta disponibile in streaming grazie a NowTv e quindi per chi non avesse ancora avuto modo di scoprire questa serie potrebbe risultare un buon mezzo per colmare questa lacuna.

Si parla di lacuna perchè può risultare strano, ma sono ancora molti coloro che ritengono The Walking Dead una serie non meritevole di considerazione e che la giudicano di livello qualitativo basso.

Al di là delle opinioni personali va però detto che questa serie ha mostrato in sei stagioni di avere tutti i crismi del prodotto di ottima fattura e che la gran parte di coloro che la criticano dovrebbero provare a vederla andando oltre le classiche due, tre puntate iniziali, che sono il tempo che solitamente gli “addicted” di serie tv danno ad un telefilm per decidere se vale o meno la pena guardarlo. Ma quali sono i motivi per cui varrebbe la pena guardare The Walking Dead? Eccone di seguito tre.

L’attenzione nella caratterizzazione dei protagonisti

Il rischio che una serie come questa si riduca ad un gruppo di persone che vanno in giro per un mondo apocalittico e di tanto in tanto incontrano uno zombie, gli sparano in testa e proseguono il cammino in attesa del prossimo incontro è molto alto.

Ed invece The Walking Dead si è segnalata da subito come una serie in cui il ripetersi costante delle situazioni non fa per niente parte dello show e dove i personaggi si muovono in una realtà in continua evoluzione e in cui le vicende che vivono li portano a cambiare puntata dopo puntata, stagione dopo stagione.

Insomma, i protagonisti dello show, sia quelli primari che quelli secondari, sono assolutamente tridimensionali e non si rischia mai di vedere come si comporta un personaggio nel corso della serie e pensare che sia piatto, senza spessore e inverosimile. Questo è senza dubbio un grande merito dello show e quindi degli sceneggiatori di The Walking Dead.

Il mondo in cui si svolge la vicendagrande merito degli sceneggiatori di The Walking Dead

Rick e gli altri si muovono in un mondo in cui sembra di essere tornati indietro di centinaia di anni nonostante vi siano ancora strade asfaltate, palazzi in rovina e carcasse di macchine per le strade.

Il modo in cui un mondo distrutto da un’epidemia di morti viventi viene reso rende la serie assolutamente verosimile e la resa di questa realtà ha un ruolo fondamentale nel riuscire ad angosciare lo spettatore e a spingerlo inconsciamente a proseguire la visione, per vedere come il gruppo di sopravvissuti potrà cavarsela.

Una serie sull’indole umana

Uno degli appunti mossi a The Walking Dead da chi probabilmente ne ha viste due o tre puntate al massimo è quella di essere una banale serie sui morti viventi, che nulla di nuovo apporta al filone.

La realtà dei fatti è opposta, perchè gli zombie sono si il motore da cui prende il via la serie, ma man mano che si procede nel racconto ci si rende conto di come l’attenzione, il focus, sia sul concetto di legge della giungla applicata agli uomini, che in una situazione di anarchia si ritrovano preda dei propri istinti più reconditi, mettendo spesso da parte totalmente o in parte, la morale e l’etica tipica della società moderna nata dall’epoca dei lumi.

PG

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