Scienza: il bilinguismo è un alleato nella lotta all’Alzheimer

La scienza è da sempre molto interessata allo scovare nuovi metodi per combattere e cercare di prevenire una delle malattie che caratterizzano i tempi moderni, ovvero il morbo di Alzheimer. Una ricerca italiana, che ha visto impegnati alcuni studiosi di stanza al San Raffaele di Milano, ha messo in luce come l’essere poliglotti, oltre che utili per la propria vita lavorativa, lo sarebbe anche per la propria salute.

I risultati dello studio

Gli esiti dello studio condotto dagli uomini di scienza che hanno lavorato sotto l’egidia del San Raffaele sono stati resi noti attraverso un articolo pubblicato sulla importante rivista accademica Proceedings of the National Academy of Sciences.

Lo studio ha preso in esame 85 persone che devono convivere da tempo con il morbo di Alzheimer. Di questo gruppo di persone, metà sono italiani che parlano soltanto l’italiano e la metà che invece parlano anche il tedesco, essendo altoatesini. Il gruppo di ricercatori si è servito di uno specifico esame di natura radiologica che ha dato modo a questi rappresentanti della scienza di andare a raccogliere importanti dati relativi al metabolismo cerebrale e non solo.

Alla fine dello studio i ricercatori hanno messo in luce come coloro che nel corso della propria esistenza hanno parlato in modo continuativo due lingue, si sono ritrovati soggetti ad una modifica delle proprie funzioni cerebrali per quel che concerne l’attività metabolica di tipo frontale. Tutto questo avrebbe degli effetti positivi sulla salute di coloro che sono bilingue.

L’importanza di utilizzare e non solo conoscere due lingue

I rappresentanti della scienza che hanno condotto lo studio hanno specificato come molto importante sia non tanto essere bilingue e quindi conoscere più di un idioma, ma l’utilizzarli entrambi in modo costante e continuativo nel corso della propria esistenza. La ricerca ha evidenziato come un maggiore utilizzo delle due lingue che si conoscono porti a degli effetti migliorativi sulle funzioni cerebrali e si concretizzi quindi in un modo per prevenire e ritardare l’insorgere di una malattia grave ed alla lunga invalidante come il morbo di Alzheimer. scienza e cervello

La scienza ha quindi suggerito la necessità, da parte del legislatore, di mettere in pratica delle politiche sociali volte ad implementare il bilinguismo nel Paese, spingendo non solo le nuove generazioni, ma la popolazione in generale, ad imparare una seconda lingua da affiancare all’italiano.

Ma anche il lavoro manuale è un alleato contro il morbo di Alzheimer

Ma sempre in questo ultimo periodo la scienza ha messo in luce come, oltre al bilinguismo, anche i lavori manuali e il gioco sono degli ottimi alleati nel cercare di prevenire o di combattere il morbo di Alzheimer. Ad arrivare a tale risultato è stata una ricerca portata a termine da alcuni studiosi americani, i cui esiti sono stati pubblicati sulla importante Jama Neurology, rivista tra le più importanti nel mondo della scienza.

Lo studio ha svelato come, per quanto concerne le persone anziane, il lavoro manuale o l’impegnarsi in giochi o nell’uso del computer, rende più remota la possibilità dell’insorgere di quella che è una delle malattie più diffuse nella contemporaneità, anche a causa del forte innalzamento di quella che è aspettativa di vita nel mondo occidentale.

Suggerito da: Scienza TG24 Sky

PG

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