Implantologia dentale per diabetici

Un paziente affetto da diabete, contrariamente a quanto accadeva in passato, può sottoporsi tranquillamente a un intervento d’implantologia, con le dovute precauzioni mediche.

Un tempo infatti si pensava che chi fosse affetto da questa patologia metabolica corresse gravi rischi per la salute e i dentisti tendevano a consigliare delle protesi mobili, per evitare l’invasività chirurgica.

implantologia a carico immediatoLe più moderne tecniche d’implantologia a carico immediato hanno sicuramente risolto uno di questi nodi, perché sono minimamente invasive, quindi nella maggior parte dei casi si riesce a impiantare una o più protesi senza punti di sutura, edemi, rigonfiamenti o particolari dolori post-intervento.

Nel caso invece del paziente diabetico bisogna procedere per gradi indagando prima di tutto, con esami mirati, sul livello di glicemia (che deve attestarsi al di sotto dei 200 mg/dl), oltre a uno stato di salute generale ottimale.

Questa è già una buona situazione clinica per poter procedere con un intervento d’implantologia dentale, a patto però che il paziente si impegni a seguire una dieta mirata a mantenere i giusti valori di glicemia.

Se così non fosse rischierebbe un forte ritardo nella guarigione dei tessuti, e soprattutto nell’osteointegrazione dei perni in titanio avvitati all’osso, materiale di alta qualità a cui i dentisti si affidano per l’alta biocompatibilità.

Nei casi più gravi la mancata guarigione dei suddetti tessuti porterebbe a un’instabilità dell’intero impianto, o di più impianti, e alla perdita degli stessi.

Ma perché il paziente diabetico è esposto a questi rischi?

implantologia e diabete

Quando la glicemia nel sangue sale, quindi aumenta il contenuto di zuccheri, questo diventa particolarmente denso, per effetto del glucosio che si insinua nell’emoglobina, dando luogo alla cosiddetta “emoglobina glicata”.

Il meccanismo che si innesta provoca quindi una difficoltà dei globuli rossi a svolgere la loro funzione, quindi a trasportare l’ossigeno, cosa questa che si ripercuote sui tessuti che vengono poso ossigenati e hanno difficoltà a guarire.

La mancanza di ossigeno non riguarda soltanto le ferite da rimarginare, ma anche la “sofferenza” dei principali organi.

Ecco dunque che il chirurgo dentista predisporrà l’esecuzione dell’impianto in mattinata, dopo che il paziente avrà fatto colazione e dopo che avrà preso la sua dose d’insulina sotto forma di compressa o per infusione, unitamente alla consueta somministrazione di antibiotici e antidolorifici.

Il paziente verrà anche invitato a prendere degli ansiolitici, in quanto la paura dell’intervento potrebbe scatenare una crisi iperglicemica, che tuttavia è una reazione naturale di difesa dell’organismo.

Tutto questo per scongiurare qualsiasi esposizione a infezioni durante e dopo l’intervento. I diabetici infatti sono spesso colpiti da parodontite in quanto la concentrazione di zuccheri favorisce la proliferazione batterica.

L‘implantologia dentale su pazienti diabetici quindi si può effettuare, ma solo tenendo sotto controllo, come detto, i valori glicemici.

Visita il sito del centro di implantologia dentale : http://cannizzostudio.it

FV

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