Impianto senza innesto di osso

La classica implantologia non sempre, purtroppo, riesce a soddisfare, risolvendoli, tutti i casi che sono accomunati da una perdita elevata di denti. In alcuni pazienti è così accentuata la carenza di osso mascellare, che rende inapplicabile la metodologia implantare con l’utilizzo di impianti in titanio di lunghezza tradizionale a causa della sua scarsa stabilità. Cosa si può, allora, fare?

Fino a qualche tempo fa si praticavano abbondantemente interventi con innesti di osso prelevati in altre parti del corpo del paziente stesso, o in alternativa, si procedeva ad innestare ossa di origine animale e, in qualche caso, ossa di sintesi. impianto-denti-poco-ossoTutti questi modi di intervenire avevano in comune il bisogno che il paziente si sottoponesse prima all’intervento chirurgico per l’innesto osseo e poi, trascorso un periodo di tempo che poteva arrivare anche ad un anno, sempre se l’innesto aveva avuto successo, si procedeva con la implantologia tradizionale.

Oggi gli impianti senza innesto di osso vengono utilizzati più facilmente evitando al paziente di sottoporsi a due interventi chirurgici e questo grazie proprio all’adozione degli impianti zigomatici.

Come lascia facilmente intuire il nome, questi impianti sono caratterizzati da una maggiore lunghezza e dall’essere fissati direttamente e stabilmente all’interno dell’osso zigomatico, che, al contrario di quello mascellare, non presenta, nemmeno con il passare degli anni, alterazioni di spessore di alcun genere.

Un altro vantaggio di questa tipologia di impianti è rappresentata dal fatto che permette il carico immediato, cioè l’applicazione, per mezzo di specifiche viti, ad una protesi fissa in grado di supportare, con soli 4 impianti, un’arcata di ben 12 denti realizzati in zirconio ceramica e quindi artificiali.

innesto-osseo-vs-impianto-zigomaticoCome appare dalla tabella, nel confronto con gli innesti ossei, gli impianti senza innesto di osso hanno una altissima percentuale di successo, tempi di guarigione più ridotti ed un minore impatto economico, quindi vincono decisamente la partita con ampio vantaggio.

Tutta la procedura viene prima elaborata attentamente a tavolino dal chirurgo che effettuerà l’intervento, esaminerà scrupolosamente la TAC del paziente e poi programmerà l’operazione. Tale intervento dovrà essere eseguito in anestesia generale in quanto le anestesie di tipo locale non sono sufficienti a rendere insensibile l’osso zigomatico.

Al termine dell’intervento il paziente ritroverà finalmente il sorriso perso, e potrà parlare e mangiare tranquillamente da subito. Senza contare poi che i tessuti molli del viso, come le guance e le labbra, ritroveranno il loro tono perduto grazie proprio al sostegno interno degli impianti ed il viso tornerà ad essere fresco, come ringiovanito.

Se anche voi avete il problema di atrofia dell’osso mascellare, non esitate a contattare un centro specializzato in impianti senza innesto di osso . Tornerete presto a sorridere con gusto e piacere!

FV

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