Catetere urinario maschile. Cosa è e quando viene applicato.

Il cateterismo maschile è una pratica medica in cui viene inserito un catetere urinario passando attraverso l’uretra per consentire lo svuotamento della vescica dall’urina presente in essa, quando non è possibile farlo in modo naturale.

Che cosa è il catetere urinario ?

Il catetere è un tubicino in materiale morbido e anallergico, solitamente silicone, poliuretano o il più utilizzato lattice.

Questo semplice quanto essenziale, dispositivo medico può avere misure differenti a seconda del paziente per il quale verrà utilizzato, solitamente il diametro varia da 3 a 9 mm.

L’infermiere o medico che applicherà il catetere utilizzerà il più piccolo possibile per non creare traumi ai tessuti circostanti che obbligherebbero ad una rimozione immediata del dispositivo.

Si applicherà un catetere di misura maggiore solo in caso di presenza di grumi di sangue o calcoli.

L’operazione avverrà in condizioni asettiche per evitare che insieme al catetere vengano introdotti batteri che provocherebbero infezioni urinarie al paziente.

L’urina defluirà in una sacca apposita collegata al tubicino. Questo sistema di drenaggio può essere a breve termine, a lungo termine o a intermittenza a seconda delle necessità.

Esiste anche un tipo di catetere esterno detto Texas, fornito di una sorta di preservativo applicato da un lato, che viene posto sul pene proprio come si fa con un comune condom contraccettivo.

catetere maschile

Il tubicino collegato permette all’urina di passare nella sacca urinaria di raccolta. Questo metodo è esterno e non viene inserito nell’uretra quindi inadatto ai casi di pazienti in cui la minzione naturale non è possibile.

Quando viene applicato il catetere urinario maschile

Il cateterismo maschile viene applicato a quei pazienti in cui lo svuotamento naturale della vescica risulta difficoltosa per paralisi o disfunzione del muscolo detrusore il quale fornisce le contrazioni necessarie per l’espulsione dell’urina.

Spesso é possibile insegnare al paziente a praticare autonomamente l’autocateterismo che consiste nell’inserimento da parte del interessato, del catetere urinario ogni volta che ne ha bisogno per svuotare la vescica, solitamente 4/5 volte al giorno.

Con questo metodo lo si rende libero di autogestirsi migliorando la sua qualità di vita, rendendo possibili le normali attività e relazioni sociali.

I pazienti ospedalizzati che si apprestano a subire un intervento chirurgico vengono sottoposti a cateterismo urinario per permettere lo svuotamento della vescica prima dell’intervento o per consentire un adeguato drenaggio dei liquidi nel periodo post-operatorio quando risulta impossibile la naturale funzione urinaria.

Nei casi di sospetto malfunzionamento vescicale o di reflusso vescico-ureterale, si applica il catetere urinario maschile per inserire del liquido apposito nella vescica del paziente e in seguito effettuare i test necessari a verificare le disfunzioni dei suddetti organi.

Effetti negativi del catetere urinario maschile

L’inserimento del catetere provoca spesso infezioni urinarie nei pazienti, nonostante le rigorose norme igieniche osservate e l’utilizzo di disinfettanti tipo la clorexidina.

Nell’uomo la presenza del tubicino può causare spasmi e dolori lancinanti, in questo caso si utilizzerà un anestetico o in casi estremi, si opterà per soluzioni differenti.

PG

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