Come gestire il deposito di un marchio

La definizione di marchio

L’articolo 2 della Direttiva CE 95/2008 afferma:

“Possono costituire marchi di impresa tutti i segni che possono essere riprodotti graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, la forma del prodotto o il suo confezionamento, a condizione che tali segni siano adatti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese”.
Collegando tale definizione al disposto degli articoli 12, 13 e 14 del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005, come modificato dal D.Lgs. 131/2010), è quindi possibile identificare i requisiti legali di un marchio:

  • la novità, ossia l’assenza di preesistenti segni confondibili con quello in oggetto;
  •   la capacità distintiva, ossia la capacità identificativa di uno specifico prodotto o servizio;
  •   l’originalità, ossia una connotazione di fantasia che non si riduca a semplice descrizione o denominazione generica del prodotto o servizio;
  •   la liceità, ovvero la conformità alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume.

 

Il deposito del marchio: legittimazione e diritti

 

Vediamo come procedere con il deposito di un marchio.

L’articolo 5 della Direttiva CE 95/2008 dichiara che il deposito del marchio conferisce al titolare una serie di diritti esclusivi: vietare a terzi di adoperare un marchio identico a quello registrato o simile al punto di creare confusione, acconsentire all’apposizione del marchio su altri prodotti o servizi e concedere lo stesso in licenza d’uso.
Dunque è la registrazione il presupposto allo sfruttamento commerciale del marchio. In base agli articoli 15 e 16 del C.P.I. essa produce i suoi effetti per dieci anni, e può essere rinnovata (pena la decadenza) un numero illimitato di volte, purché con riguardo agli stessi prodotti o servizi. L’articolo 19 chiarisce che hanno diritto a ottenere la registrazione (purché in buona fede) sia le persone fisiche e giuridiche che le Pubbliche Amministrazioni.

La procedura: modulo C e allegati

Preliminarmente all’invio della domanda di registrazione, è necessario consultare la Classificazione Internazionale di Nizza dei prodotti e servizi, stilata dalla World Intellectual Property Organization: essa riporta una descrizione dei diversi prodotti e servizi suscettibili di abbinamento a un marchio, facilitando quindi l’identificazione della rispettiva classe da inserire nella domanda.
La registrazione va richiesta depositando presso una qualunque Camera di Commercio un’apposita documentazione, comprendente:

  •   l’originale correttamente compilato del “modulo C” (scaricabile in formato .pdf dai siti web delle Camere di Commercio), su cui va apposta una marca da bollo da 16,00 euro;
  • tre copie fotostatiche del suddetto “modulo C”, su ciascuna delle quali va apposta una riproduzione cartacea del marchio in formato 7×8 cm, a colori o in bianco e nero;
  • una riproduzione cartacea del marchio in formato 7×8 cm e in un foglio libero;
  • l’attestazione di versamento di 101,00 euro sul C/C postale n. 82618000 (effettuato con un bollettino a tre tagliandi), intestato all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara per il Marchio d’Impresa. A tale importo vanno eventualmente sommati 34,00 euro per ogni classe ulteriore alla prima;
  •   ricevuta di pagamento di 43,00 euro per diritti di segreteria in favore della Camera di Commercio presso si deposita la domanda;
  •   la lettera di incarico al proprio legale (qualora si decida di farsi rappresentare nella procedura) su cui va apposta una marca da bollo da 16,00 euro ogni quattro pagine.

Alternativamente, si può inviare la documentazione via web, registrandosi al sito www.telemaco.infocamere.it.

La verifica della domanda

Dopo un esame di regolarità della documentazione, l’Ufficio Marchi e Brevetti procede a verificare il profilo tecnico della domanda, pubblicandola quindi nel Bollettino dei Brevetti per Invenzioni, Modelli e Marchi. L’articolo 175 del C.P.I. recita:
“Qualsiasi interessato può, senza con ciò assumere la qualità di parte nella procedura di registrazione, indirizzare all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi osservazioni scritte, specificando i motivi per i quali un marchio deve essere escluso d’ufficio dalla registrazione entro il termine perentorio di due mesi:
a) dalla data di pubblicazione di una domanda di registrazione, ritenuta registrabile ai sensi dell’articolo 170, comma 1, lettera a), ovvero ritenuta registrabile in base a sentenza di accoglimento passata in giudicato;
b) dalla data di pubblicazione della registrazione di un marchio, la cui domanda non e’ stata pubblicata ai sensi dell’articolo 179, comma 2”.
In caso di esito positivo della procedura, l’Ufficio rilascia il certificato di registrazione.

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