Cosa sono i finecorsa?

Gli interruttori sono dispositivi in genere elettrici o elettronici wireless, in grado di interrompere il flusso all’interno di un circuito.
Esistono un gran numero di esemplari, che si differenziano per la struttura e la funzione e che possono essere scelti dall’installatore a seconda delle esigenze del caso specifico, ma la normativa europea impone oggi il ricorso ad una specie particolare di interruttori, che si definisce in gergo tecnico “di sicurezza”.
Come è facile intuire, essi sono utilizzati per prevenire le situazioni disagevoli e pericolose che si potrebbero verificare in relazione a circuiti e relativi macchinari.
Tra essi, sono molto utilizzati, a fronte di parti meccaniche in movimento, i cosiddetti circuiti di fine corsa o end switch, che sono in grado di bloccare l’azione del motore in caso di necessità.
Ad esempio, si ricorre ai finecorsa nel caso degli elevatori o ascensori, adibiti al trasporto di merci o persone: qualora si verifichi uno stato di emergenza, essi intervengono bloccando il motore ed evitando danni massicci.

Esistono in commercio differenti tipi di finecorsa: magnetici, ottici o meccanici.
Quelli meccanici sembrano garantire, allo stato attuale, performance migliori, eliminando una serie di inconvenienti che possono pesare notevolmente sull’affidabilità di un sistema che, per sua natura e funzione, deve assicurare un funzionamento ottimale prolungato nel tempo.
In particolare, nel caso dei finecorsa magnetici, il problema principale riguarda l’eventualità che si creino dei falsi contatti, in conseguenza della presenza di materiale ferroso con una carica, anche parziale; diversamente, ciò che sconsiglia l’uso di interruttori ottici, è la necessità di una frequente e accurata manutenzione, posto che la polvere, specie quando siano installati su strutture in legno, potrebbe dare origine ad una reazione non controllata dell’interruttore.
In ogni caso, è bene ricordarlo, si tratta di componenti che richiedono una cura e un controllo costanti, al fine di verificarne il corretto funzionamento.

Quando il movimento avviene in due sensi, l’interruttore di finecorsa può essere bidirezionale, può cioè essere in grado di discriminare la direzione del movimento, individuando il lato da disattivare al momento opportuno. L’azionatore meccanico è a leva, del tipo rotatorio e imprime ai contatti, che si muovono indipendentemente l’uno dall’altro, un movimento orario o anti orario.
Con questo tipo di funzionamento, solo uno dei due contatti si apre, mentre l’altro resta chiuso ed è quindi possibile avere una differente risposta del circuito a seconda del senso di rotazione.

La normativa vigente non impone una colorazione specifica per gli interruttori di fine corsa, ma in genere si ricorre al rosso, poiché questo li rende immediatamente individuabili all’interno della macchina.

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *